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la-natura-e-i-suoi-ritmi-vivere-nel-flusso-delle-energie-stagionali[La natura e i suoi ritmi: vivere nel flusso delle energie stagionali – Articolo di Raffaella Menolfi]

La natura ha i suoi tempi e i suoi ritmi.

Tutto è esattamente come deve essere.

Ogni frutto cresce quando è il suo momento.

Ogni stagione ha le sue caratteristiche che la rendono unica e speciale.

Le piante perdono le foglie e poi le rimettono.

Tutto è ciclico e tutto fluisce in armonia.

E noi? Abbiamo ancora la capacità di osservare la natura, capire i suoi cicli ed essere armonizzati con essi?

La natura e i suoi ritmi: vivere nel flusso delle energie stagionali

Siamo così impegnati a vivere la nostra quotidianità e non ci accorgiamo che nel corso dell’anno attraversiamo diverse stagioni.

Se ce ne accorgiamo è perché dobbiamo organizzare le vacanze (mare o montagna a seconda del periodo) o preparare il guardaroba per una stagione diversa.

Ma nel profondo, per noi ormai le stagioni sono tutte uguali e la nostra vita è sempre la stessa.

Una vita molto frenetica.

Si corre tutto il giorno per arrivare a sera stanchi e iniziare a pensare al giorno successivo.

Ci si riposa nei giorni festivi e nei periodi delle festività comandate da calendario.

Viviamo aspettando con ansia i meritati giorni di ferie e di riposo.

E così si continua, anno dopo anno, in attesa della pensione.

Certo, non per tutti è così.

energie-stagionaliSicuramente c’è qualcuno che ha uno stile e un ritmo di vita completamente diverso, però nella maggior parte dei casi la situazione è come l’ho descritta sopra.

Non abbiamo la capacità di osservare il passaggio delle stagioni e, soprattutto, di essere armonizzati ed in sintonia con le energie stagionali e dei diversi periodi dell’anno.

Ma è sempre stato così?

No, prima della società industrializzata che conosciamo oggi, c’era una cultura contadina, si lavorava la terra e si allevavano gli animali.

Non c’era nemmeno la corrente elettrica!

Si mangiava quello che la terra produceva e, per forza di cose, l’uomo per vivere era costretto a seguire i ritmi della natura e ad adeguarsi ad essi.

In periodi ancora più antichi, i popoli di cultura celtica facevano dei rituali per entrare in contatto con le energie stagionali e dei diversi periodi dell’anno, in modo da armonizzarsi con esse e vivere seguendo il flusso, il fluire naturale del tempo.

Alcuni di questi antichi riti sono sopravvissuti anche fino a noi, solo che non ne conosciamo più il significato originale.

Cosa c’è di meglio per sintonizzarsi con l’energia di una particolare stagione se non organizzando una festa?

La natura e i suoi ritmi: vivere nel flusso delle energie stagionali

Sì, proprio così: i Celti seguivano il ritmo delle stagioni (qui puoi leggere un approfondimento), percepivano il cambiamento di energia tra un periodo e l’altro e lo celebravano organizzando delle feste.

Le stagioni per loro erano diverse rispetto a quelle che intendiamo noi oggi.

Dividevano l’anno in 2 metà:

  • la Metà Scura (inverno) che durava dal 1 novembre al 30 aprile;
  • la Metà Chiara (estate) che durava dal 1 maggio al 31 ottobre.

Le date sono indicative, perché non erano fisse, ma variavano a seconda di alcuni fenomeni astrologici.

Il primo novembre, con l’inizio della Metà Scura, si celebrava la festa di Samhain, ed era anche il Capodanno Celtico.

Con l’inizio del periodo più buio iniziava anche l’anno.

Perché? Perché la loro mentalità era completamente diversa dalla nostra.

Erano consapevoli che tutto nasce nel buio, nell’oscurità:

  • Il seme cresce nella terra prima di vedere la luce e diventare pianta;
  • I bambini stanno nove mesi nel grembo materno prima di “venire alla luce”.

E anche l’anno, quindi, lo facevano iniziare nel periodo più scuro, quando le giornate si accorciavano sempre di più ed il buio trionfava sulla luce.

Cosa facevano per celebrare la festa di Samhain ed entrare in armonia con il periodo dell’anno che stava per iniziare, il periodo dell’oscurità?

  • Accedevano dei falò. Il fuoco era sempre presente nelle varie feste celtiche. Perché ha un duplice potere: da un lato distrugge tutto quello che trova sul suo cammino e, dall’altro, ha una potente forza creatrice: il fuoco trasforma e crea.
    In Irlanda la vigilia di Samhain tutti i fuochi delle abitazioni venivano spenti. I Druidi si riunivano ed accendevano un falò. Il fuoco di questo falò veniva portato in tutte le case per riaccendere i focolari domestici.
    A livello simbolico la nuova fiamma rappresentava l’invocazione dell’energia per realizzare nuovi progetti e nuove imprese, che, però, potevano giungere a compimento solo nella metà luminosa dell’anno.
  • Organizzavano dei banchetti ai quali partecipava tutto il popolo. Le mucche erano riportate nelle stalle e le pecore negli ovili. Gli animali che non erano in grado di riprodursi nella stagione successiva venivano macellati. C’era quindi improvvisa abbondanza di cibo che non poteva essere conservato per tanto tempo. Così si organizzavano dei banchetti per consumarlo.
  • Erano ospitali nei confronti dei defunti. Sì, proprio così, offrivano ospitalità ai parenti defunti. I Celti credevano che in questo periodo dell’anno si aprissero le porte tra i mondi. Il velo tra il mondo visibile e quello invisibile diventava più sottile e gli antenati, gli dei, le fate, gli elfi, ma anche i discendenti, potevano far visita agli esseri umani ancora in vita. Porte e finestre erano lasciate aperte per farli entrare e veniva lasciato del cibo apposta per loro.
    Non a caso le feste dei Santi e dei morti si celebrano i primi giorni di novembre: la chiesa non è riuscita ad eliminare questa antica festa pagana e ha quindi inserito proprio negli stessi giorni delle feste cristiane a tema.
  • Praticavano la divinazione. Il tempo era sospeso: finiva l’anno vecchio ed iniziava quello nuovo, le porte dell’Altromondo si aprivano. Quale momento più adatto per prevedere il futuro ed il destino?

Con Samhain era il tempo di passare dal lato materiale a quello spirituale della Vita.

A livello di lavoro interiore su di sé, il momento dell’oscurità è ideale per guardarsi dentro e lasciar andare quello che non serve più, le zavorre, i pesi, le emozioni, i pensieri negativi che ostacolano il nostro cammino e cominciare a mettere il seme per quello che si vuole attrarre di nuovo nella nostra vita.

Un piccolo seme che viene piantato nel periodo più buio dell’anno, per poi trasformarsi in “pianta”, quindi in qualcosa di reale e concreto in un periodo successivo.

Il primo di maggio, con l’arrivo della metà più luminosa dell’anno, si festeggiava Beltane, l’inizio dell’estate, il trionfo della luce sull’oscurità.

Una festa legata al sole e alla fertilità.

Anche in questo caso veniva celebrata con l’accensione del fuoco sacro e con la divinazione.

E poi, cos’altro facevano?

  • Si alzavano presto all’alba, salivano su alture e facevano un bagno di sole per sfruttarne l’energia curativa;
  • Si recavano presso fonti sacre e bevevano l’acqua o se la buttavano addosso;
  • Raccoglievano la rugiada e la utilizzavano per le guarigioni durante il resto dell’anno;
  • Eseguivano delle danze rituali, come la danza del palo di maggio;
  • Organizzavano degli spettacoli mitologici;
  • Celebravano i matrimonFi che duravano un anno.

A livello personale di lavoro interiore è il momento di passare dal lato spirituale a quello materiale.

È il periodo in cui i progetti ideati nella metà oscura possono diventare reali e concreti.

Come la terra produce i suoi frutti, anche noi possiamo portare nella materia le nostre idee, i nostri intenti ed i nostri progetti.

Tra queste due feste principali sopra descritte (Samhain e Beltane) ce n’erano altre due intermedie, comunque importanti nella tradizione celtica:

  • Imbolc, festeggiata indicativamente il primo di febbraio (che poi è diventata l’attuale Candelora), segnava l’inizio della primavera e l’allungarsi delle giornate;
  • Lughnasadh, il primo di agosto. Segnava l’inizio dell’autunno, la stagione del raccolto. Si raccoglie tutto quello che la terra ha generosamente prodotto.

Oltre a queste quattro feste (dette del fuoco perché celebrate con accensione dei falò), probabilmente i Celti festeggiavano anche i momenti dell’anno legati al movimento del sole nel cielo.

energie-stagionali-solstizioQuindi solstizi ed equinozi.

Non tutti gli studiosi condividono questa teoria. Però sicuramente questi fenomeni erano importanti per i Druidi che, in quanto anche astronomi, osservavano con cura e attenzione il movimento di tutti gli astri nel cielo.

Possiamo noi ritornare a fare gli antichi rituali che si facevano nell’antichità?

Magari come rievocazione a ricordo dei nostri antenati, anche sì.

Sarebbe invece utile diventare consapevoli che ogni periodo dell’anno ha le sue caratteristiche e imparare ad essere in armonia con le energie stagionali.

A volte abbiamo fretta di ottenere qualcosa, ma, in realtà, anche i nostri progetti hanno bisogno del loro tempo per maturare.

Quando noi siamo pronti, tutto arriva.Tweetta!

Al momento giusto.

C’è un momento dell’anno adatto per seminare idee e progetti e un altro per raccogliere risultati materiali concreti, il frutto di quel che si è seminato.

[La natura e i suoi ritmi: vivere nel flusso delle energie stagionali – Articolo di Raffaella Menolfi]

PS:
Guarda questo video interessante per armonizzarti con le Energie Stagionali:

PPS:
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Druidismo, Energie Stagionali, Raffaella Menolfi


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  1. Grazie Raffaella spunti di riflessione interessanti…. ritornare alle origini per vivere meglio in simbiosi con la natura ed il mondo che ci circonda… Oggi ho praticato un po’ quest’ arte facendo dei lavoretti in campagna e devo dire ve a contatto con la natura ed i suoi ritmi… mi sento proprio bene!
    Grazie Giovanni G.

    1. Proprio così. La natura ha ancora tanto da insegnarci.
      Staccarsi dalla routine quotidiana e stare un po’ all’aria aperta fa bene al corpo e all’anima.
      Grazie Giovanni per la tua riflessione.

  2. Grazie Raffaella per questo articolo, presi dai ritmi quotidiani ci dimentichiamo di osservare i cambiamenti della Natura, dando per scontato i suoi ritmi, i colori meravigliosi dell’autunno e della primavera, i fiocchi di neve tutti diversi dimenticandoci di essere grati di poter godere di tutto ciò..
    Che bello sarebbe lasciarsi andare e ricordarsi che c’è un tempo per ogni cosa: un tempo x preparare il terreno, un tempo x seminare, un tempo x veder crescere ciò abbiamo seminato e un tempo x il raccolto , seguendo il ciclo naturale della vita..

    1. E’ vero, ogni stagione ha dei colori particolari che la caratterizzano e la distinguono dalle altre.
      La scelta sta anche a noi: decidere di ritagliarsi dei momenti per percepire i cambiamenti. Passeggiare, fermarsi e osservare quello che ci circonda.
      Grazie per la tua riflessione.

  3. Grazie Raffaella per questa bella condivisione. ?

    Io celebro queste antiche feste da un paio di anni con dei piccoli rituali a casa o nella natura (tempo permettendo).

    Sono dei bellissimi momenti per ritrovare il contatto con la Natura e soprattutto, come hai spiegato bene nell’articolo, ricordarmi che c’è un tempo per seminare e uno per raccogliere.

    Molto spesso vogliamo tutto subito e siamo abituati ad ottenerlo, ma ci dimentichiamo che per i grandi obiettivi ci vuole tempo. 🙂

    Un abbraccio ?

    1. Ciao Ramona 🙂

      Grazie mille per il tuo commento e complimenti per i tuoi “piccoli” rituali.
      Magari sembrano piccoli o semplici, ma, se fatti con il cuore, diventano grandi e portano veramente a dei risultati concreti.

      Un abbraccio

  4. Complimenti Raffaella, hai regalato un’altra perla di sagezza e connessione con la Madre Terra.
    I tuoi articoli ricordano l’importanza della connessione tra l’uomo e la natura, il rispetto e l’amore fondamentali per la nostra armoniosa coesistenza.

    Un articolo favoloso, continua così.

    Tanta Luce,
    Ana Maria

    1. Grazie mille Ana Maria 🙂

      Una parte del nostro passato è stata cancellata, però secondo me dentro di noi, nel profondo, è ancora viva. Va solo un po’ alla volta riconosciuta e risvegliata.
      Adesso più che mai ne abbiamo bisogno, per trovare pace amore e armonia.

      Sono felicissima di poter condividere le mie conoscenze in merito alla cultura celtica scrivendo articoli per il blog.

      Un abbraccio

  5. Grande Raffaella, articolo stupendissimo. E proprio così, la natura mi ha insegnato tantissimo, e troppo spesso ci dimentichiamo di armonizzarci ad essa.

    E da ormai 4 anni che celebro la natura, in tutto il suo splendore, e cerco di seguire i suoi ritmi, nonostante viviamo un vita molto caotica.

    La natura è la chiave per vivere sereni, con energia ed entusiasmo:-) Super grazie per questo splendido contributo!:-) Salvatore:-)

  6. Grazie di cuore Raffaella per questo bellissimo articolo.Si respira veramente la tua passione per la cultura celtica. Non conoscevo la loro mentalità ed i loro riti.Molto interessante. Complimenti ! 🙂

    1. Grazie mille Carmen :-).

      In effetti la cultura celtica è una mia passione da sempre e sono felice di poter condividere le mie conoscenze nel Blog.

      Un abbraccio

  7. molto bello! io sono cresciuta con la terra e dopo anni di vita in città sono tornata alla terra. mi sento vicina alla terra, ne percepisco tempi e ritmi…. questo articolo mi fa sentire a casa.
    grazie
    Carla

    1. Grazie Carla 🙂

      Complimenti per i vari passaggi (terra – città – terra) e la sensibilità che ti porta a sentire e percepire i tempi e i ritmi della natura.

      Un abbraccio

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